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VOCI INVISIBILI: rompere il tabù della violenza di genere nella salute mentale

VOCI INVISIBILI: rompere il tabù della violenza di genere nella salute mentale

Nelle scorse settimane, nell’ambito del progetto “VOCI INVISIBILI: rompere il tabù della violenza di genere nella salute mentale”, abbiamo organizzato due formazioni per operatori e volontari per offrire strategie di supporto e intervento nella prevenzione della violenza di genere nei contesti di salute mentale.

Inoltre, al Club Itaca Padova sono stati tenuti due incontri con le psicologhe dell’associazione Mama Chat, nostro partner di progetto, per promuovere l’educazione al consenso, alla comunicazione non violenta e all’affettività rivolte a persone con disturbi della salute mentale. L’obiettivo finale del progetto è contribuire alla creazione di ambienti più sicuri e consapevoli, contrastando la violenza di genere e riducendo le barriere di accesso al supporto per le persone più vulnerabili.

Questi workshop sono stati un’opportunità per i soci e le socie del Club di parlare di emozioni, relazioni, rispetto e consenso. La grande partecipazione ci ha permesso di capire quanto questi temi siano ritenuti importanti e attuali, e abbiano dato strumenti utili per vivere meglio le relazioni e il rapporto con sè stessi.

Il progetto è stato sviluppato da Mama Chat, in collaborazione con le sedi di Progetto Itaca Padova, Milano Brescia.

“Progetto finanziato da ActionAid International Italia E.T.S. e Fondazione Realizza il Cambiamento nell’ambito del progetto NORA against GBV cofinanziato dall’Unione Europea.”

Bando di Servizio Civile Universale 2026

Sei interessato ai temi della salute mentale? Vuoi impegnarti in attività che promuovono una visione libera da stigma e pregiudizi?

Diventa operatore di Servizio Civile Universale, puoi consultare il programma scaricando il PDF. Per sapere come iscriverti, puoi consultare il sito del CSV di Padova e Rovigo cliccando qui.

Progetto Itaca Padova è impegnata dal 2015 a offrire programmi di informazione, sensibilizzazione, supporto e inclusione sociale a persone con un disturbo psichico e ai loro familiari.

Per maggiori informazioni contattaci scrivendo una mail a info.padova@progettoitaca.org, o chiamando allo 049 8755597.

Nel cuore della cura

Scarica qui la scheda del progetto

Conoscere l’Amministrazione di Sostegno

“Conoscere l’amministrazione di sostegno. Come viene introdotto e come funziona l’istituto creato per assistere persone con fragilità”
🗓️ 25/03/2026, dalle 18.00 alle 20.00
📍 Progetto Itaca Padova, via dei Tadi 31
Un incontro dedicato al tema dell’amministrazione di sostegno, un aiuto per la gestione di molti aspetti pratici per famiglie e persone con fragilità.
L’incontro è gratuito e aperto a tutti e gode del patrocinio del comune di Padova e la collaborazione dell’Assessorato al Sociale. Per partecipare inviare una mail a info.padova@progettoitaca.org

Nuovo corso Famiglia a Famiglia

Corso Famiglia a Famiglia 2026

Il Corso si articola in 8 incontri di due ore e mezza ciascuno a cadenza settimanale.
Che cosa include il corso:

  • Informazione sulle diverse patologie psichiatriche e sui loro sintomi, sull’anatomia e fisiologia del cervello utili a comprendere la malattia psichiatrica.
  • Informazione aggiornata su farmaci, effetti secondari e strategie per la continuità terapeutica
  • Aggiornamenti sulle ricerche scientifiche in corso relative alle malattie e alle terapie farmacologiche e psicologiche più efficaci.
  • Come raggiungere empatia attraverso la comprensione di esperienze vissute da persone con malattia mentale.
  • Gruppi di lavoro su tecniche di problem solving, ascolto e comunicazione.
  • Strategie per gestire le crisi e le ricadute.
  • Attenzione al familiare: gestire paure, stress e sovraccarico emozionale.
  • Guida per localizzare supporti adeguati e servizi nella comunità.

La partecipazione agli incontri è gratuita, ma a numero chiuso ed è necessario sostenere un colloquio. Verrà fornito gratuitamente anche tutto il materiale.
Per tutte le informazioni è possibile contattare la segreteria al n. di telefono 049 8755597 oppure scrivere una e-mail all’indirizzo info.padova@progettoitaca.org

GLI INCONTRI SI TERRANNO NELLA SEDE DELL’ASSOCIAZIONE
IN VIA DEI TADI N. 31, A PADOVA

Gli incontri inizieranno lunedì 23 febbraio dalle 18 alle 20.30 e proseguiranno con appuntamento settimanale sempre di lunedì e sempre nello stesso orario.

Il calendario potrebbe subire modifiche, ma verranno concordate con i partecipanti.

Open Day Club Itaca Padova 2026

Sei interessato/a alle attività di Club Itaca Padova? Vorresti venire a conoscerci e capire se il Club Itaca possa fare per te? Sei un familiare o un caregiver e ti stai chiedendo se una persona a te vicina possa trovare giovamento dalla partecipazione al Club? Per queste e altre domande, puoi venire a trovarci durante il nostro OPEN DAY.

Per informazioni e iscrizioni, puoi scriverci a info.padova@progettoitaca.org

Intervista a Valentina Maselli, autrice di “Le cose che ho da imparare (di nuovo)”

Intervista a Valentina Maselli

D. Da dove nasce questo libro? C’è stato un momento, un’immagine o un pensiero preciso che ha acceso il desiderio di scriverlo?

R. A volte non lo sai, ma hai un seme pronto a germogliare dentro di te, serve solo un invito. Un invito giusto e gentile.

A smuovere le mie parole, quelle che poi hanno trovato casa in questo libro, sono servite quelle di Letizia Iannaccone.

In una giornata di maggio con il sole in faccia e un tesoro fra le mani, “La cura delle ragazze” di cui Letizia è autrice e illustratrice, ha fertilizzato quel seme nascosto. Finito di leggere, una spinta irresistibile mi ha costretta a cadere dentro e rimbalzare fuori di me con un mazzolino di ricordi fanciulli che hanno poi preso forma in un elenco di cose a cui tornare.

D. Nel libro si parla di “imparare di nuovo” cose che da bambini sapevamo già. Qual è stata la prima cosa che tu, personalmente, hai sentito il bisogno di reimparare?

R. La prima cosa che personalmente sento di dover imparare di nuovo è “Ascoltare – nel grande rumore il suono delle bolle di sapone”. Tornare cioè alla capacità di fare silenzio dentro di me, nonostante la moltitudine di stimoli che continuamente arrivano da fuori, per riuscire a sentire di nuovo quella fragile voce che, se ascoltata, ci riporta a ciò che è davvero necessario.

D. Il racconto procede per piccoli gesti quotidiani, scene minime ma dense. Quanto è importante, per te, il dettaglio nel raccontare il mondo?

R. Il grande drammaturgo inglese Edward Bond, nella sua opera “Il mare”, scrisse che è attraverso i dettagli che si riconosce la tragedia.

I dettagli sono la parte fondamentale di qualunque racconto, sia esso un romanzo, un’opera teatrale o un racconto di poche righe. Attraverso i dettagli ci è possibile immaginare, vedere ciò che l’autore racconta, e dunque ci è possibile l’immedesimazione. Raccontare genericamente un qualunque evento rende possibile la comprensione a livello puramente razionale. Tutti sappiamo, ad esempio, il significato della parola “guerra”, ma ci è possibile immedesimarci e dunque provare empatia, solo attraverso il racconto dei dettagli, delle singole azioni di uno dei personaggi, attraverso ciò che (nel caso specifico) la guerra trasforma nella vita quotidiana dei personaggi.

D. Questo albo sembra parlare ai bambini, ma forse ancora di più agli adulti. A chi pensavi mentre lo scrivevi? C’è un lettore ideale a cui ti sei rivolta?

R. Quando ho scritto questo libro, pensavo agli adulti, ma nello specifico pensavo a me. Posso dire che questo testo è un personale promemoria di ciò che mi si è rivelato come davvero importante, scalzando tutte le convinzioni adulte che nel corso degli anni si sono accumulate.

D. Nel libro emerge spesso l’idea di rallentare, di fermarsi quando tutto corre. Pensi che oggi ci sia una particolare urgenza di questo tipo di sguardo?

R. Oggi rallentare, se non addirittura fermarsi, credo che sia indispensabile. Personalmente ho cominciato da tempo a non farmi fagocitare dalle notizie, scegliendone una al giorno (a volte per più giorni) per poi approfondirla, in modo da creare un mio pensiero critico e personalissimo sulla questione.

I social in particolare ci costringono a indigestioni di notizie con il risultato di farci sentire totalmente schiacciati per poi rintanarci in un individualismo patologico per proteggerci.

Sento che dobbiamo esercitare maggiormente il nostro diritto alla lentezza, al silenzio e a scegliere come usare gli strumenti che la tecnologia ci offre, piuttosto che farci guidare da essi.

D. Il dialogo tra testo e illustrazioni è molto delicato. Com’è stato il lavoro insieme all’illustratrice? C’è stata un’immagine che ti ha sorpresa?

R. Insieme a Maria Boltasova e agli editori di Lavieri Edizioni, abbiamo lavorato a lungo e scrupolosamente alle illustrazioni. Abbiamo lavorato concertando le nostre idee e sguardi fino a trovare risultati che mettevano d’accordo tutte le parti.

La mia illustrazione preferita, quella a mio parere più sorprendente, forse meno didascalica e per questo più evocativa, è quella relativa alla frase “Desiderare – ciò che non riesco ancora a immaginare”.

D. Se questo libro fosse una piccola “bussola”, verso quale direzione speri accompagni chi lo legge?

R. Spero che l’incontro con questo libro possa portare a sentir risuonare dentro di sé una piccola spinta al cambiamento, portando l’attenzione su ciò che davvero conta. Spero che l’elenco delle cose da imparare di nuovo si ampli e che ogni lettore possa tornare al tempo bambino, quello in cui le urgenze erano del tutto diverse da quelle adulte. Non possiamo, né sarebbe sano, tornare bambini, ma possiamo recuperare ciò che da bambini ci rendeva felici, vivi e sempre pronti allo stupore.

D. Ti va di dirci: oggi, nella tua vita, qual è una cosa che senti di dover ancora imparare — o imparare di nuovo?

R. Più di tutto, in una sola parola direi: l’entusiasmo.

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