Numero Verde:
800-274-274

NAMI Basics – corso di formazione 2026

Sono aperte le iscrizioni per la formazione NAMI Basics

I formatori sono volontari che hanno seguito una formazione specifica, per valorizzare il sostegno tra pari.

Sede degli incontri: Progetto Itaca Padova, via dei Tadi 31 – Padova

Calendario:

  • Lunedì 2 novembre dalle 17.30 alle 20 – I disturbi della salute mentale non sono colpa di nessuno
  • Lunedì 9 novembre dalle 17.30 alle 20 – La biologia del cervello: ottenere una diagnosi
  • Lunedì 16 novembre dalle 17.30 alle 20 – La terapia
  • Lunedì 23 novembre dalle 17.30 alle 20 – La comunicazione efficace
  • Lunedì 30 novembre dalle 17.30 alle 20 – Sostegno attivo e cura di sé – Consegna attestati

Per iscrizioni e per altre informazioni, mandaci una e-mail: info.padova@progettoitaca.org

Tel. 049 8755597

TUTTI MATTI PER IL RISO – 2026

TUTTI MATTI PER IL RISO – 2026!
 
Torna Tutti Matti per il Riso, l’evento nazionale di sensibilizzazione e raccolta pubblica di fondi promosso da Progetto Itaca in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, indetta dall’OMS.
 
Se volete sostenere le attività di Progetto Itaca Padova, venite a trovarci in piazza!
A fronte di una donazione, consegniamo un pacco di riso Carnaroli. I fondi raccolti serviranno a garantire la gratuità di tutte le attività.
 
🗓️ 10/10 /2025
🗓️ 11/10/2025

Corso Volontari 2026

Corso gratuito per chi desidera diventare un volontario dell’associazione, ed è interessato ai temi della Salute Mentale.

A partire dal 29 settembre per nove incontri settimanali, dalle 18 alle 20,in via dei Tadi 31, Progetto Itaca Padova

Per informazioni e iscrizioni: info.padova@progettoitaca.org

Open Day del Club Itaca Padova!

Open Day di Club Itaca Padova

Ma cos’è Club Itaca Padova? Club Itaca Padova è un centro per l’inclusione sociale rivolto a persone dai 18 anni con una storia di disagio psichico.

Tutto inizia con una riunione e un caffè per organizzare la giornata. E’ valorizzato il rapporto tra pari in tutte le attività.

Si tratta di un programma diurno e non sanitario, in cui i soci sono impegnati in attività quotidiane, laboratori di comunicazione, di cucina, di podcasting… Curioso? Vieni a trovarci!

Trovi le nostre porte aperte il 12 ottobre dalle 13.30 alle 15.30, in Via dei Tadi 31, Padova

Intervista a Valentina Maselli, autrice di “Le cose che ho da imparare (di nuovo)”

Intervista a Valentina Maselli

D. Da dove nasce questo libro? C’è stato un momento, un’immagine o un pensiero preciso che ha acceso il desiderio di scriverlo?

R. A volte non lo sai, ma hai un seme pronto a germogliare dentro di te, serve solo un invito. Un invito giusto e gentile.

A smuovere le mie parole, quelle che poi hanno trovato casa in questo libro, sono servite quelle di Letizia Iannaccone.

In una giornata di maggio con il sole in faccia e un tesoro fra le mani, “La cura delle ragazze” di cui Letizia è autrice e illustratrice, ha fertilizzato quel seme nascosto. Finito di leggere, una spinta irresistibile mi ha costretta a cadere dentro e rimbalzare fuori di me con un mazzolino di ricordi fanciulli che hanno poi preso forma in un elenco di cose a cui tornare.

D. Nel libro si parla di “imparare di nuovo” cose che da bambini sapevamo già. Qual è stata la prima cosa che tu, personalmente, hai sentito il bisogno di reimparare?

R. La prima cosa che personalmente sento di dover imparare di nuovo è “Ascoltare – nel grande rumore il suono delle bolle di sapone”. Tornare cioè alla capacità di fare silenzio dentro di me, nonostante la moltitudine di stimoli che continuamente arrivano da fuori, per riuscire a sentire di nuovo quella fragile voce che, se ascoltata, ci riporta a ciò che è davvero necessario.

D. Il racconto procede per piccoli gesti quotidiani, scene minime ma dense. Quanto è importante, per te, il dettaglio nel raccontare il mondo?

R. Il grande drammaturgo inglese Edward Bond, nella sua opera “Il mare”, scrisse che è attraverso i dettagli che si riconosce la tragedia.

I dettagli sono la parte fondamentale di qualunque racconto, sia esso un romanzo, un’opera teatrale o un racconto di poche righe. Attraverso i dettagli ci è possibile immaginare, vedere ciò che l’autore racconta, e dunque ci è possibile l’immedesimazione. Raccontare genericamente un qualunque evento rende possibile la comprensione a livello puramente razionale. Tutti sappiamo, ad esempio, il significato della parola “guerra”, ma ci è possibile immedesimarci e dunque provare empatia, solo attraverso il racconto dei dettagli, delle singole azioni di uno dei personaggi, attraverso ciò che (nel caso specifico) la guerra trasforma nella vita quotidiana dei personaggi.

D. Questo albo sembra parlare ai bambini, ma forse ancora di più agli adulti. A chi pensavi mentre lo scrivevi? C’è un lettore ideale a cui ti sei rivolta?

R. Quando ho scritto questo libro, pensavo agli adulti, ma nello specifico pensavo a me. Posso dire che questo testo è un personale promemoria di ciò che mi si è rivelato come davvero importante, scalzando tutte le convinzioni adulte che nel corso degli anni si sono accumulate.

D. Nel libro emerge spesso l’idea di rallentare, di fermarsi quando tutto corre. Pensi che oggi ci sia una particolare urgenza di questo tipo di sguardo?

R. Oggi rallentare, se non addirittura fermarsi, credo che sia indispensabile. Personalmente ho cominciato da tempo a non farmi fagocitare dalle notizie, scegliendone una al giorno (a volte per più giorni) per poi approfondirla, in modo da creare un mio pensiero critico e personalissimo sulla questione.

I social in particolare ci costringono a indigestioni di notizie con il risultato di farci sentire totalmente schiacciati per poi rintanarci in un individualismo patologico per proteggerci.

Sento che dobbiamo esercitare maggiormente il nostro diritto alla lentezza, al silenzio e a scegliere come usare gli strumenti che la tecnologia ci offre, piuttosto che farci guidare da essi.

D. Il dialogo tra testo e illustrazioni è molto delicato. Com’è stato il lavoro insieme all’illustratrice? C’è stata un’immagine che ti ha sorpresa?

R. Insieme a Maria Boltasova e agli editori di Lavieri Edizioni, abbiamo lavorato a lungo e scrupolosamente alle illustrazioni. Abbiamo lavorato concertando le nostre idee e sguardi fino a trovare risultati che mettevano d’accordo tutte le parti.

La mia illustrazione preferita, quella a mio parere più sorprendente, forse meno didascalica e per questo più evocativa, è quella relativa alla frase “Desiderare – ciò che non riesco ancora a immaginare”.

D. Se questo libro fosse una piccola “bussola”, verso quale direzione speri accompagni chi lo legge?

R. Spero che l’incontro con questo libro possa portare a sentir risuonare dentro di sé una piccola spinta al cambiamento, portando l’attenzione su ciò che davvero conta. Spero che l’elenco delle cose da imparare di nuovo si ampli e che ogni lettore possa tornare al tempo bambino, quello in cui le urgenze erano del tutto diverse da quelle adulte. Non possiamo, né sarebbe sano, tornare bambini, ma possiamo recuperare ciò che da bambini ci rendeva felici, vivi e sempre pronti allo stupore.

D. Ti va di dirci: oggi, nella tua vita, qual è una cosa che senti di dover ancora imparare — o imparare di nuovo?

R. Più di tutto, in una sola parola direi: l’entusiasmo.

FUORI DI PODCAST, voci sulla salute mentale

Un podcast che vuole andare oltre lo stigma sulla salute mentale, in modo ironico e non banale.

Vogliamo fare divulgazione dando risalto alle nostre esperienze. Ogni mese diamo voce a chi vive in prima persona sfide e fragilità, per superare pregiudizi e stereotipi.

Siamo i soci e volontari di Club Itaca Padova, il programma di riabilitazione di Progetto Itaca Padova rivolto a persone con una storia di disagio psichico.

Alla pagina Podcast trovate tutte le puntate, mano a mano che verranno pubblicate!

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